Il nostro Europeo – Lamberto Cesari e Leen Dickx raccontano…

DSC_0052Dopo mesi di discussioni, incertezze, ma anche allenamenti e belle regate, finalmente l’evento dell’estate per la famiglia Hobie Cat è arrivato! Il campionato multi classe europeo Hobie 16 e Mondiale per Hobie 14, Dragoon, Tiger e Wild Cat in quel di Gargnano, nello storico circolo della Centomiglia. Rinomato per le grandi pelerate mattutine e i pomeriggi di ora morbida, le prospettive erano quelle di un campionato all’insegna delle sveglie all’alba e delle poppe sulla randa…roba da duri.

La prima settimana l’abbiamo vissuta tramite facebook, e l’entusiasmo naturale per il lago traspariva da tutti i partecipanti: complici splendide mattine con vento da nord e discreti pomeriggi di ora, la quale sembra essersi comportata meglio a centro lago che nel blasonato alto Garda.

Finalmente da internet siamo passati alla realtà ed è arrivato il nostro turno con la Gold Fleet, sotto il migliore degli auspici: il caso (con qualche aiutino?) ci ha assegnato il numero di vele 13, al quale sono particolarmente legato…ma che portava anche delle responsabilità!

Gli Europei Hobie 16 sono una regata speciale, sia per il rituale delle vele nuove che è sempre affascinante, sia per lo spirito di competizione e goliardia che nasce in acqua: escludendo le classi olimpiche rimane in assoluto una delle flotte più difficili in cui partire nel panorama dei multiscafi, ma allo stesso tempo le sensazioni che la barca trasmette al doppio trapezio sono uniche. Ricordo sempre le parole scritte dal guru (e campione del mondo in carica) Gavin Colby: “Hobie Cat 16 is, above all, a story of pleasure, of FUN, of fantasy, and of FEELING. Even if we would prefer whenever possible to sail at the front, we never forget the pleasure of sailing, whatever our placing in the race.”

E con questo spirito è partito il nostro campionato europeo: partenza in seconda fila in barca giuria, virata per smarcarsi a destra e la folgorazione: Orion sottovento, nuvoloni neri sotto la bresciana, ochetta di fronte a noi, e tutta la flotta a sinistra…vuoi vedere che piazziamo il colpaccio alla prima prova? Chiaramente no, il vento torna a sinistra e noi chiudiamo la flotta con le pive nel sacco…55 noi e 59 Orion, non il modo migliore di cominciare una serie da 14 prove e due scarti! Da lì tutto in salita, capiamo che la giornata avremmo dovuto giocare a sinistra e con dei bordeggi intelligenti riusciamo a supplire la difficoltà ad uscire dalla linea, con 17, 12, 12 e con la complicità di molte bandiere nere ci portiamo in 12ma posizione dopo il primo giorno, sorprendentemente in avanti per le nostre aspettative! Davanti si delinea il duello tra i fratelli Bader, campioni uscenti e il danese Bjørnholt, aka Gesu Cristo. Tra gli italiani, orfani dei due equipaggi probabilmente più in forma della stagione (Ciabatti-Mereu e Ugolini-Gibilei) si fanno vedere Porro-Cavallari che alternano subito buone prove a brutti errori (bandiera nera sulla prima prova), Gessa-Dessy forti della proverbiale velocità piazzano due prove nei dieci e due nei venti e Clemente-Palermi appena dietro di noi.

Particolarmente divertente per me ritrovarmi in acqua con alcuni personaggi  -tedeschi dalla mascella imponente- che hanno fatto parte dell’immaginario mitico di quando ero più giovane, complici le leggende montate da alcuni veterani goliardi (Mazzola, Viannello, Boccanegra), prima di conoscerli poi personalmente e diventarci amico. Ora li rivedo in acqua con qualche capello grigio in più ma la mascella di sempre a sverniciarmi in partenza come ai vecchi tempi!

All’indomani il comitato ci convoca deciso per una prova con Peler, il quale non si presenta altrettanto deciso e lascia il comitato nell’indecisione del dafarsi…morale: prova con vento calante che viene annullata prima della fine del primo giro, con Piero e Roberto terzi che lanciano imprecazioni di cui vi lascio immaginare. A noi tutto sommato andava bene così…

Nel pomeriggio Gargnano sfoggia un’ora mai vista a mia memoria: quattro prove con vento fino a 15 nodi, doppio trapezio e poppe tirate: uno spasso! Lottiamo dietro il gruppo di testa, miglioriamo le partenze ma scopriamo che senza velocità di bolina serve a poco: veniamo comunque uccisi poche centinaia di metri dopo lo start. Per fortuna un buon bordeggio e un’ottima velocità di poppa (“E’ l’unico bordo in cui il mio ruolo è fondamentale” Dickxit, la prodiera) ci aiutano a rimanere regolari, e con 23-29-12-14 rimaniamo 12 in classifica generale, pazzesco! E’ il giorno di Checco e Martina che piazzano 18-8-4-2 in crescendo e mostrando finalmente il loro potenziale, ma anche Piero e Roberto con 5-4 e Ferdinando e Bianca con 5-6 si fanno vedere davanti..un sacco di Italia nelle prime file!

Dopo solo due giorni la stanchezza comincia a farsi sentire, ci rendiamo conto di svegliarci ogni mattina alle 6.30 e di rimanere in acqua almeno fino alle 18 a causa delle attese del comitato…le quattro prove a Grosseto in confronto erano una passeggiata! Venerdì ancora sveglia all’alba, questa volta con peler più gagliardo che però lascia la giuria esitante nel mandarci in acqua…attesa fatale, visto che si vedrà costretta ad accorciare la prova sulla seconda bolina. Le conoscenze da “local” si dimostrano molto fallaci, tanto che collezioniamo il secondo scarto (33) che si sarebbe facilmente potuto evitare. Il lago ogni tanto tradisce anche chi lo ama!

Ma nel pomeriggio,di nuovo una splendida ora e un grande inizio per me e Leen, che cogliamo un secondo posto ottenuto grazie all’attenzione della mia prodiera per le lay line e la tenacia nel tenere dietro Wiese-Dohse per due giri…che soddisfazione, dopo neanche una stagione insieme! Scopriremo poi che la prova è stata macchiata da un brutto fatto: complice un posizionamento veramente infelice del campo di regata su quale nessun membro del comitato ha avuto il coraggio di ammettere responsabilità di fronte ai regatanti, due barche si sono scontrate al traverso su mure opposte e un ragazzo danese ne è rimasto gravemente ferito. Grazie all’intervento di un altro concorrente il ragazzo è stato assistito prontamente e in questo momento sta bene, ma  l’episodio ha macchiato il campionato e toccato tutti i concorrenti, perché ognuno di noi avrebbe potuto trovarsi al suo posto.

Chiudiamo la giornata con 18-23, tirando fuori dal cilindro un ottimo bordeggio nell’ultima poppa dell’ultima prova che ci ha permesso di superare dieci barche in un colpo e –scopriremo poi- punti fondamentali sui nostri avversari diretti in classifica. Ci ritroviamo la sera decimi in classifica generale, e questo sarà poi il risultato finale all’indomani visto che pioggia e mancanza di vento hanno impedito di scendere in acqua.

Vincono  -ancora- i fratelli Bader (ed è il quarto per Cedric, che entra pian piano in un club riservato a poche leggende, tra cui Mohr e Griesmeyer), secondi i danesi Bjørnholt –Frederiksen e terzi gli austalo-tedeschi Hancock –Vanheukelom (loro avevano prestato soccorso al ragazzo danese infortunato). E gli italiani? Checco e Martina pagano la poca regolarità con un ottavo posto al di sotto delle possibilità, ma che confema Checco tra i timonieri più talentuosi della classe nonostante l’assenza per la classe olimpica. Piero e Roberto finiscono tredicesimi , colpiti da qualche piazzamento pesante di troppo e da una grande sfortuna ( oltre alla regata annullata da terzi, l’ultima prova dopo una partenza ottima davanti ai nostri occhi – e sopra le nostre vele- hanno perso il grillo del fiocco…!). Diciottesimi Ferdinando e Bianca, che hanno il passo dei top ten (5-6-5 nelle prove con vento lo dimostrano chiaramente) ma pagano caro un bfd e alcune prove nelle retrovie: comunque una dimostrazione del livello di questa Gold Fleet! Quinti italiani e 25esimi finali Franco Bove e Daniela Groos, grandi compagni di allenamenti invernali che piazzano il loro miglior risultato di sempre in Gold, coronato dal quinto posto nella penultima prova: bravi!! Dietro di loro 28esimi Clemente e Palermi, azzoppati da una giornata di “blackout” il secondo giorno: un giorno ci racconteranno cos’è successo…

E poi i giovani, Cesarini-Rogge 36 e Budroni-Beghetti 43, splendidi argento e bronzo youth alle loro prime esperienze in campo internazionale…questa è la flotta dove ci si fa le ossa per il futuro! Un plauso personale però devo farlo ad Alberto Diaz e Antonio Muscas, che oltre a piazzare delle ottime prove ed essere sempre velocissimi abbiamo scoperto campioni di simpatia a terra…grandi! (cosa sarebbe questa classe senza i cagliaritani J). Chiudono la truppa italiana e la Gold Fleet Luca Ragazzini e Valentina  Gessa con Irene Bezzi.

E noi? Probabilmente i bambini più felici del paese, per quanto ci siamo divertiti, per quello che abbiamo imparato e per il piazzamento finale, perché ripensando alle prime regatine della stagione ad Anzio quando faticavamo a chiudere due virate di fila, questo risultato è davvero un bel traguardo. Ed ora che è stato annunciato il Mondiale Hobie 16 nel 2016…come si f a smettere?

Un saluto a tutti, Have a Hobie Day!

Foto di Antonio Cesari

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